CAREGIVERS: finanziato il Fondo

Finalmente è stato pubblicato in gazzetta (22/01/2021) il tanto atteso decreto del 27 ottobre 2020 con cui vengono definiti “criteri e modalità di utilizzo delle risorse del Fondo per il sostegno del ruolo di cura e assistenza del caregiver familiare per gli anni 2018-20119-2020”.

Il fondo, istituito con l’art. 1 della legge 205/2017, viene per la prima volta finanziato con la somma di complessivi € 70 milioni, ripartiti tra le regioni. Alla Regione Sicilia è stata destinata la somma di € 5.608.573, 75.

Ma vediamo meglio chi è il caregiver.

Il termine, di origine anglosassone, indica la persona che gratuitamente ed essendo legato da vincoli affettivi aiuta un proprio congiunto non più autosufficiente a causa dell’età avanzata oppure di patologie croniche invalidanti.

Si tratta di un’assistenza a tempo pieno o parziale, ma che tende a soddisfare tutte le necessità attinenti alla cura della persona. Si va, quindi, da attività espletate per sopperire ai bisogni di tipo fisico, come per esempio la pulizia della casa, alla somministrazione dei pasti e di farmaci, od attività di tipo amministrativo, come per esempio l’esercizio di diritti connessi alla riscossione della pensione di anzianità, di eventuali canoni di locazione, od altre attività che consistono in un supporto di tipo emotivo al fine di stimolare l’assistito a rendersi attivo nel corso della giornata.

L’ISTAT ha stimato che in Italia i caregivers rappresentino circa oltre il 17% della popolazione e vale a dire almeno 8,5 milioni, prevalentemente donne, di cui il 60% disoccupato.

Nonostante le molteplici difficoltà, non solo di ordine morale, ma anche di natura economica, il caregiver familiare non è ancora una figura professionale riconosciuta e protetta dal nostro ordinamento giuridico.

Finora gli unici interventi del legislatore italiano in suo favore sono stati i permessi lavorativi e il congedo straordinario di cui alla legge n. 104/92.

L’art. 1 della legge n. 205/2017 ha tentato di colmare tale gap con la definizione giuridica  di caregiver e l’istituzione di un fondo apposito da destinare ad interventi di carattere sperimentale. Solo adesso, però, a seguito della situazione di profondo disagio sociale ed economico che si è verificata nel corso della fase più acuta dell’emergenza epidemiologica da COVID-19, che ha gravato soprattutto sui soggetti più fragili, quali anziani e disabili, il legislatore ha cercato di recuperare il tempo perso con il finanziamento del fondo.

Ma la strada è ancora tutta in salita! L’iter procedurale che seguirà al decreto infatti appare lungo ed incerto.

Adesso toccherà alle regioni, infatti, entro 60 gg dalla pubblicazione in gazzetta del decreto, fare richiesta di erogazione delle somme stanziate al Dipartimento per le politiche della famiglia della Presidenza del Consiglio, ma solo dopo avere definito, di concerto con le autonomie locali e il coinvolgimento delle organizzazioni di rappresentanza delle persone con disabilità, indirizzi e programmazione di massima delle attività che intendono svolgere e relativa tempistica. Quindi, se gli interventi proposti dalle Regioni verranno considerati coerenti con le finalità del fondo, il Dipartimento erogherà le somme previste entro 45 gg dalla richiesta. Le regioni, a tal punto, trasferiranno le risorse ad ogni ambito territoriale.

Le regioni, stabilisce il decreto, dovranno dare priorità agli interventi di sollievo e sostegno destinati:

  • ai caregivers di persone in condizione di disabilità gravissima;
  • ai caregivers di coloro che non hanno avuto accesso alle strutture residenziali a causa delle disposizioni normative emergenziali, comprovata da idonea documentazione;
  • a programmi di accompagnamento finalizzati alla deistituzionalizzazionee al ricongiungimento del caregiver con la persona assistita.

Rosaria Nolfo

Presidente ANMIC – sede provinciale di Trapani

 

 

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